Il Giardino di Piuca si estende sui terrazzamenti rurali storici che caratterizzano l’area di Lamole, nel Chianti fiorentino. Il terreno è incastonato tra due antiche strutture e comprende anche una strada vicinale carrabile ed una pedonabile che si inseriscono nella rete dei percorsi sentieristici del Chianti. Inscritto in un alveolo regolare di muretti di pietra a secco, nel Giardino è presente un piccolo ruscello proveniente dalle valli del monte San Michele, che permette il circolo dell’acqua per la maggior parte dell’anno.
L’urgenza di intervenire con un progetto di restauro è stata dettata dallo stato di conservazione dei due antichi lavatoi presenti nella proprietà e di parte dei muri a secco della strada bianca vicinale (che collega anche altre tre diverse proprietà private e che è normalmente fruita dagli abitanti della zona). Questi elementi si sono inselvatichiti nel tempo e sono stati in parte sgretolati dalla frequentazione animale oltre che per l’oggettiva antichità dei manufatti. La loro conservazione a livello paesaggistico è fondamentale: qualora non si fosse intervenuti, anche a fronte delle crescenti condizioni erosive determinate dai fenomeni intensi legate ai mutamenti climatici, il rischio sarebbe stato quello di perdere un così importante presidio storico-culturale e di difesa idrogeologica.
Il progetto mira ad inserirsi nella fruizione sociale-culturale-turistica del territorio con uno sguardo particolarmente attento alla natura selvatica nella relazione col territorio coltivato. Affiancando le reti di valorizzazione del territorio (come le scuole, le associazioni di trekking, naturalistiche, di eco turismo e mobilità dolce, di cicloturismo), l’obiettivo è di facilitare l’incontro tra il sistema umano e quello naturale con percorsi e attività legati al mondo vegetale in un contesto di alto valore storico, naturalistico ed estetico-artistico.
Come depositi per lo stoccaggio delle acque meteoriche, sono stati recuperati due antichi lavatoi ed una vasca presenti sui terrazzamenti ed utilizzati in precedenza per il trattamento del verde rame. Nel progetto sono adottati materiali e tecnologie ecocompatibili e opere di ingegneria naturalistica con impiego di materiali naturali (legname, pietrame, vegetazione erbacea e arbustiva autoctona consolidante).
La possibilità di visita è volta alla promozione e alla sensibilizzazione culturale e ambientale, alla conoscenza delle coltivazioni storiche della zona, e all’osservazione e interpretazione del paesaggio.