Il Giardino di Piuca si estende tra le due costruzioni, comprendendo anche una strada vicinale carrabile e una pedonabile che fanno parte dei percorsi sentieristici del Chianti, come quello del sentiero n. 28 del CAI. Il giardino è attraversato da un borro d’acqua proveniente dalle valli del monte San Michele, che porta acqua per la maggior parte dell’anno, inscritto nella parte del giardino in un alveo regolare di muretti di pietra a secco. Il giardino si estende sui terrazzamenti rurali storici che caratterizzano la zona.
L’UNESCO evidenzia che “l’arte dei muretti a secco” consiste nel costruire sistemando le pietre una sopra l’altra, senza usare altri materiali se non, in alcuni casi, la terra asciutta. Queste conoscenze pratiche vengono conservate e tramandate nelle comunità rurali, in cui hanno radici profonde, e tra i professionisti del settore edile. Le strutture con muri a secco vengono usate come rifugi per l’agricoltura o l’allevamento di bestiame, e testimoniano i metodi usati dalla preistoria ai nostri giorni, per organizzare la vita e gli spazi lavorativi ottimizzando le risorse locali umane e naturali. Queste costruzioni dimostrano l’armoniosa relazione tra gli uomini e la natura e allo stesso tempo rivestono un ruolo vitale per prevenire le frane e le inondazioni, ma anche per combattere l’erosione del suolo e la desertificazione.