Il progetto

Sottotitolo

Il Giardino di Piuca si estende tra le due costruzioni, comprendendo anche una strada vicinale carrabile e una pedonabile che fanno parte dei percorsi sentieristici del Chianti, come quello del sentiero n. 28 del CAI. Il giardino è attraversato da un borro d’acqua proveniente dalle valli del monte San Michele, che porta acqua per la maggior parte dell’anno, inscritto nella parte del giardino in un alveo regolare di muretti di pietra a secco. Il giardino si estende sui terrazzamenti rurali storici che caratterizzano la zona.

L’UNESCO evidenzia che “l’arte dei muretti a secco” consiste nel costruire sistemando le pietre una sopra l’altra, senza usare altri materiali se non, in alcuni casi, la terra asciutta. Queste conoscenze pratiche vengono conservate e tramandate nelle comunità rurali, in cui hanno radici profonde, e tra i professionisti del settore edile. Le strutture con muri a secco vengono usate come rifugi per l’agricoltura o l’allevamento di bestiame, e testimoniano i metodi usati dalla preistoria ai nostri giorni, per organizzare la vita e gli spazi lavorativi ottimizzando le risorse locali umane e naturali. Queste costruzioni dimostrano l’armoniosa relazione tra gli uomini e la natura e allo stesso tempo rivestono un ruolo vitale per prevenire le frane e le inondazioni, ma anche per combattere l’erosione del suolo e la desertificazione.

Le piante del giardino

Nel giardino troverete 8 ambienti biologici o ecosistemi che potrete approfondire anche tramite i QR Code sui cartelli che le segnalano.

Il QR Code darà accesso a contenuti che spiegano i singoli ecosistemi, le dinamiche biologiche in essi operanti, le piante e gli animali che li abitano insieme ai loro cicli vitali e alla loro importanza per il mantenimento dell’ecosistema.

La capacità del nostro progetto di produrre effetti sugli obbiettivi di conservazione dei valori paesaggistici è da sempre perseguito con la naturalizzazione di piante a ridotto consumo idrico, capaci di stabilizzare e arricchire il suolo, attraverso interventi non invasivi atti a conservare l’equilibrio naturale del luogo e lo strato vitale del terreno.

Oggi il Giardino di Piuca ospita moltissime piante perchè ha la fortuna di offrire un ampio spettro di micro-habitat. Consapevoli di ciò hanno trovato casa piante di ambienti affini che, senza pretese di collezionismo, rappresentano il risultato di una sperimentazione ecologica che si è sviluppata in oltre 30 anni. Piuca è un laboratorio di ricerca sull’armonia e su come raggiungerla senza forzature, senza impianto di irrigazione, senza alterazioni del suolo, impianti di illuminazione, ed evitando qualsiasi trattamento. Dal punto di vista botanico, attraverso le diverse stagioni, è possibile ammirare moltissime piante diverse: peonie, rose, magnolie, clematis, prunus, cistus, arbutus, camelie, azalee, quercus, oltre a numerose bulbose stagionali, fioriture annuali, biennali e perenni immerse in un’alternanza di paesaggi selvatici o produttivi verso una delle più suggestive viste collinari del Chianti il cui sguardo spazia dalle torri di San Gimignano, fino ai monti delle Apuane sopra Lucca e al mare toscano.

Il percorso

Durante il periodo medioevale questo giardino e questa casa erano un ospitale, un monastero fortificato sul percorso che collegava il grande monastero di Vallombrosa nel Casentino e il monastero di Badia a Passignano sulla via per Roma.

Gli ospitali erano forme di ospitalità medievale, sorti per andare incontro alle necessità dei viaggiatori, laici o religiosi, mercanti o pellegrini. La costruzione principale era circondata da orti, vigne, campi di grano e oliveti.

Un pozzo interno al piccolo monastero assicurava l’autonomia in caso di attacco di briganti dall’esterno.

Gli ospitali erano collocati in luoghi strategici sulle principali vie di comunicazione, come passi di montagna, strade e luoghi di pellegrinaggio. Erano luoghi amici per i viaggiatori.

Con il restauro e la sistemazione dei percorsi abbiamo voluto rendere fruibile il territorio terrazzato rurale storico insieme al Giardino di Piuca inserito in esso agli interessati e ai visitatori.

Questo territorio rurale sulle pendici del monte San Michele, che divide il Chianti fiorentino dalla Val dʼArno, si trova intorno ai 600 m s.l.m. ed era storicamente coltivato a vigneto, giaggiolo frumento, patate, foraggio.

La proprietà principale consta di una costruzione padronale con cappella con architettura storica conservata e di un antico monastero con sorgente e fonte battesimale con un madonnino detto Del latte, trasformato in epoca antica in abitazione.

Entrambe le costruzioni hanno ex torre di avvistamento compresa nel loro assetto.

Progetto PNNR

L’urgenza di intervenire con un progetto di restauro è stata dettata dallo stato di conservazione dei due antichi lavatoi presenti nella proprietà e di parte dei muri a secco della strada bianca vicinale (che collega anche altre tre diverse proprietà private e che è normalmente fruita dagli abitanti della zona), che si sono inselvatichiti nel tempo e sono stati in parte sgretolati dalla frequentazione animale oltre che per l’oggettiva antichità dei manufatti. È importante la loro conservazione a livello paesaggistico; qualora non si intervenisse, anche a fronte delle crescenti condizioni erosive determinate dai fenomeni intensi legate ai mutamenti climatici, si rischierebbe di perdere tale presidio storico-culturale e di difesa idrogeologica.

Il progetto mira ad inserirsi nella fruizione sociale-culturale-turistica del territorio con un’accezione particolarmente attenta alla natura selvatica in relazione al territorio coltivato, all’integrazione dei sistemi umano e naturale, facilitandone l’incontro con percorsi e attività legati al mondo vegetale in un contesto di alto valore storico, naturalistico ed estetico-artistico. Affiancando le reti di valorizzazione del territorio, come le scuole, le associazioni di trekking, naturalistiche, di eco turismo e mobilità dolce, di cicloturismo, legandosi anche al passaggio sul territorio del percorso della manifestazione ciclistica non competitiva L’Eroica.

La possibilità di visita è volta alla promozione e alla sensibilizzazione culturale e ambientale, alla conoscenza delle coltivazioni storiche della zona, all’osservazione e interpretazione del paesaggio.

Scopri il
Giardino di Piuca

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